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Fiume Nera

Cascata delle Marmore

Basilica di San Valentino
Terni sorge alla confluenza del torrente Serra con il fiume Nera all'estremità orientale di una pianura all'interno di un verde 'anfiteatro' delimitato dalle colline circostanti. Terni è la seconda Provincia dell'Umbria e con il suo comprensorio ne occupa la parte meridionale. Le sue origini risalgono alla preistoria.
Le prime tracce della presenza dell'uomo, rinvenute presso la località delle Marmore alla fine del secolo scorso, sono costituite da frammenti di ossa, vasi e risalgono al Neolitico. Già nell'antica Roma Plinio parlava di 'gens antiquissima Italiae'.
I primi abitanti della zona in epoca storica furono gli Umbri, un antico e misterioso popolo italico la cui civiltà aprì la strada a quella che fu poi l'ascesa degli Etruschi e quindi la civiltà romana.
In questo periodo siamo nel secondo millennio a.C., i piccoli insediamenti ed i villaggi di modeste dimensioni erano al centro della valle in prossimità dei fiumi.
All'inizio dell'Età del ferro (IX sec. a.C.) vennero abbandonate le posizioni pianeggianti per quelle di altura più facilmente difendibili sia da eventi naturali che bellici e poste in modo tale da poter controllare il territorio e si circondarono di mura possenti e bastioni difensivi.
I resti più importanti di questo periodo sono stati localizzati intorno al monte di Torre Maggiore ed a Cesi in località S. Erasmo. Secondo un'antica lapide romana situata, un tempo sulla porta di ingresso dell' Anfiteatro Fausto ed oggi conservata nel Museo Civico la fondazione di Terni sarebbe avvenuta nel 672 a.C.
La città che i romani chiamarono Interamna (tra due fiumi) Nahars o Nahartium (sulle rive del Nera) divenne ben presto Municipio.
Tra le tracce della presenza romana il Cavo Curiano (271 a.C. che dette origine alla Cascata delle Marmore, l'Anfiteatro, eretto nel 32 d.C. da Fausto Tizio Liberale, il Teatro (che doveva sorgere nell'odiema via Roma), le Terme (nella zona di S. Francesco), i sepolcri dei Tacito, numerosissimi templi ed una necropoli venuta alla luce nel 1997 con una archeologicamente straordinaria tomba del Guerriero.
La tradizione vuole che proprio a Terni sia nato nel 54 d. C. Caio Cornelio Tacito il più eminente storico della antica Roma. Sempre a Terni nacquero i suoi discendenti, quel Marco Claudio Tacito, imperatore, ed il fratello Annio Floriano che gli successe nel 276 d.C.
Tra le curiosità storiche di questo periodo la famosa " vertenza" che vide protagonisti Ternani e Reatini relativa alla Cascata delle Marmore. Il fiume Velino deviato dal suo corso originario, straripando provocava ingenti danni alle coltivazioni dei Reatini.
La questione venne discusso nel Senato Romano. I rappresentanti dei Ternani erano Aulo Pompeo e l'oratore Ortenzio mentre per i Reatini il "legale" era Cicerone. La vertenza si risolse a favore dei Ternani.
Sotto il dominio romano Terni acquistò notevole importanza oltre dal punto di vista commerciale, crocevia per i traffici del Nord Italia con Roma attraverso la via Flaminia, anche dal punto di vista militare costituendo un indispensabile baluardo difensivo per la stessa Roma.
Nei primi secoli del Medioevo con la caduta dell'impero romano il territorio ternano fu percorso dalle armate che andavano alla conquista dell'Urbe. La guerra greco-gotica e la invasione longobarda portarono, ad ondate successive, distruzioni carestie e pestilenze che causarono un regresso generale delle condizioni di vita.
Il primo saccheggio fu quello di Totila nel 546 seguito nel 554 da quello di Narsete; nel 568 iniziò l'invasione del Longobardi. Il sistema feudale assunse a Terni una notevole importanza.
Le condizioni storiche del periodo, la realtà geografica delle zona, la necessità di una difesa strategica e di controllo della viabilità diedero vita ad una serie di piccoli ma numerosi insediamenti, tutti collocati in alto sulle colline con un accurato sistema difensivo che, ancora oggi è possibile vedere più o meno intatto.
Nacquero così, un grande numero di rocche e torri di avvistamento per difendere questa terra di confine. Arriviamo quindi al al XXII secolo con il passaggio in città di Federico Barbarossa di ritorno da Roma dove era stato incoronato.
Nel 1159 lo stesso Imperatore elegge la città a feudo e la dona al cardinale Ottaviano Monticelli il futuro antipapa Vittore IV.
I ternani non vollero riconoscere questa autorità per cui lo stesso Barbarossa affidò l'incarico nel 1174, all'arcivescovo Cristiano di Magonza il compito di prendere e distruggere la ribelle città.
Ricostruita, passò ripetute volte dalla Chiesa all'Impero e fu interessata dalle aspre lotte tra Guelfi e Ghibellini. All'inizio del XV secolo fu libero Comune governato da un Magistrato composto da 24 nobili e 24 popolani.
In seguito la città occupata da Ladislao di Napoli e da Braccio di Montone e, nel 1420 tornò definitivamente alla Chiesa. La notte del 25 Agosto 1564 avvenne un fatto storicamente importante.
I popolani della fazioni dei Banderari cacciati dalla città di notte, scalarono le mura e fecero un massacro di nobili. Per questo fatto la città venne ferocemente punita da Pio IV che incaricò il cardinale Monte Valenti di sedare la ribellione con ogni mezzo e la ferocia del commissario pontificio non ebbe limiti.
I beni degli uccisi vennero incamerati dalla Camera Apostolica e lo stesso Consiglio del Comune, con la città' messa in ginocchio dalla sempre maggior richiesta di tributi del Governatore, decise di affidare a questo ultimo la amministrazione della città.
Fu la fine delle torture e delle esecuzioni ma anche della autonomia comunale. Nel '600 si registrò il momento di maggior decadenza del territorio, sia politica che economica e sociale: forte fu il calo demografico anche dovuto alle epidemie di colera - particolarmente volenta fu quella del 1657 - e alle ricorrenti carestie.
Le poche attività furono quelle della concia delle pelli, della mola delle olive, delle macine di grano per il mercato solamente locale. Nel 1580 venne aperta a Terni una Ferriera per la lavorazione del minerale ferroso delle miniere di Spoleto; è l'antesignana delle future industrie siderurgiche.
Nel clima generale della Controríforma si evidenzia la riscoperta e la valorizzazione del culto dei martiri. Nel 1605 dopo il ritrovamento a Terni delle spoglie di San Valentino venne deciso di ristrutturare la basilica che era stata eretta sulla tomba del Santo.
Nel 1600 e 1700 la città è teatro di invasioni e saccheggi ad opera di Spagnoli ed Austriaci. Nel dicembre del 1789 proprio alle porte di Terni i francesi comandati dal generale napoleonico Lemoine sconfissero l'esercito napoletano. Con la dominazione Napoleonica la città diviene uno dei "cantoni" della prima Repubblica fino a quando nel 1848, a seguito dei moti romani.
La città entra a far parte della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi. Dopo il fallimento dei Moti, Terni registrò una notevole ripresa economica che tra il 1840 ed il 1850 si concretizzò con la fondazione della Cassa di Risparmio e la creazione di una società di Mutuo Soccorso.
Grazie all'intervento di alcuni personaggi politici che ritennero utile far sorgere a Terni una Fabbrica di Armi ed un complesso siderurgico la città cambiò la sua struttura sociale ed economica a carattere quasi esclusivamente agricolo, subendo in pochi anni una trasformazione radicale.
La Manchester italiana, come venne definita Terni negli anni della industrializzazione attirò l'interesse di imprenditori e di lavoratori provenienti da tutta la penisola. Durante la prima guerra mondiale si realizzò una massiccia ed incontrollata politica di investimenti a cui fece seguito, con la fine della guerra, ad una riconversione della produzione siderurgica ed elettrica in un complesso unico che prese il nome di "Terni Società per l'Industria e la Elettricità".
La storia della città si identifica con la storia della fabbrica 'Le Acciaierie' le cui vicende diventano anche le vicende della città. Oggi la grande impresa ha un posto sempre meno esclusivo nella città.
Per il futuro si punta, quindi, sulla ricerca, sui servizi qualificati, sulla comunicazione e sulle reti informatiche. Oggi l'Istituto di Materiali Speciali, la Bibliomediateca, la istituzione della Accademia Europea degli Effetti Speciali e il Centro Multimediale sono diventate realtà operanti e contribuiscono a dare alla città un volto nuovo e più moderno verso mete più avanzate ed ambiziose.

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