 Teatro Romano (I sec. d. C.)
 Basilica di S. Salvatore (IV - V sec. d. C.)
 Croce su pergamena di Alberto Sotio (1187)
 Annunciazione di Fra Filippo Lippi
 Chiesa di S. Eufemia (XII se. d. C.)
 Palazzo Comunale (XIII sec.) |
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Numerosi, ben conservati e pieni di fascino, i monumenti che sottolineano l'importanza e la potenza della città di Spoleto nel tempo.
All'età romana, oltre ai resti della casa privata del I sec. a. C., appartengono i resti di un tempio di ignota dedicazione del I secolo sotto la Chiesa di S. Ansano; l'Arco di Druso e Germanico del 23 d. C., già ingresso monumentale al Foro; il Teatro, I sec. d. C. del quale rimangono la cavea, l'orchestra con pavimento di marmo ed uno dei prospetti con arcate e semicolonne; il Ponte Sanguinario, di epoca eugustea a tre arcate in travertino.
All'età paleocristiana, l'Arco di Monterone che fa parte della cinta delle mura ed appartiene al III sec; la basilica di S. Salvatore, fine IV - inizio V sec. restaurata nell'alto Medio Evo; S. Paolo inter Vineas, di origini paleo-cristiane, ma ricostruita nei sec. XII e XIII.
Dell'età romanica lo splendido Duomo, fiancheggiato dal campanile, innalzato nel '200 con materiale di spoglio. La bella facciata (prodotto di successive elaborazioni) è preceduta da un elegante portico rinascimentale di Ambrogio da Milano e di Pippo di Antonio di Firenze.
Bellissimo il portale romanico con architrave e decorazione vitinea ed il portale mediano con il busto di Urbano VIII del Bernini. Una grande rosa centrale sovrasta una galleria cieca ed è fiancheggiata da tre piccoli rosoni.
La parte superiore è pure ornata da tre rosoncini, ed ha tre profili di arcate ogivali; nella mediana è un grande mosaico bizantineggiante, Cristo benedicente tra la Vergine e S. Giovanni di un maestro Sosterio del 1207.
All'interno (rinnovato da L. Arrigucci in epoca barocca e completato nel '700 dal Valadier), rimane il pavimento originale in gran parte della navata maggiore; un Crocifisso su pergamena steso su legno di Alberto Sotio del 1187; una Madonna lignea policroma del '300; uno degli unici due esempi delle lettere autografe di S. Francesco; affreschi del Pinturicchio, di Annibale Carracci e, nell'abside, gli splendidi affreschi di Filippo Lippi e dei suoi aiuti, fra Diamante e Pier Matteo, di recente ottimamente restaurati.
E ancora dello stesso periodo: le chiese di S. Gregorio Maggiore (1097-1146), S. Domenico (sec. XIII), S. Eufemia (sec. XII), S. Pietro, S. Ponziano, S. Giuliano. Del sec. XIII è la Torre dell'Olio e nella più antica cinta urbica la romanica Porta Fuga o di Annibale.
Il periodio Albornioziano ha lasciato importanti vestigia nella Rocca - la cui fabbrica fu affidata nel 1362 dal Cardinale Albornoz a Matteo Gattaponi -, oggi completamente ed ottimamente restaurata, che si lega al Ponte delle Torri, ponte acquedotto gigantesco, a dieci arcate ogivali, che attraversa la Valle del Tessino per 230 metri.
Il Palazzo Comunale, che contiene una ricca Pinacoteca, risale al '200, ma è stato rimaneggiato completamente nel sec. XVIII, epoca cui appartengono i Palazzi Collicola e Campello, mentre del '600 sono i palazzi Mauri e Ancaiani; quest'ultimo fondato, in parte, sulle volte del Teatro Romano. Palazzo Pianciani è medioevale nel suo nucleo, ma il suo assetto attuale risale al XVII inizi XVIII.
(L.S.B.) |