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Affresco di S.Giovenale



 
La storia millenaria di Orvieto ha lasciato segni indissolubili della qualità culturale ed artistica che ha contraddistinto le varie epoche, le fasi di espansione della città dai primi insediamenti alle più recenti scelte: dalle necropoli etrusche, che quasi circondano il masso tufaceo, il santuario della ‘Cannicella’, fino alla recente scoperta ed indagine sistematica delle cavità presenti nell’interno della rupe, una vera e propria città sotterranea fatta di cunicoli e pozzi rivisitati nelle varie epoche; o alla pervicace tradizione ceramica che con alterne vicende e periodi di crisi, di fatto, attraversa un po’ tutto la storia di Orvieto: dalle botteghe del cossidetto "gruppo di Vanth” alla notevole produzione medievale, alla produzione attuale basata su di una originale rilettura della tradizione e su stimoli innovativi degni di rilievo.
Ma l’arte di Orvieto ha avuto una splendida vitalità nel tempo: dai resti paleocristiani riemersi dal sottosuolo della chiesa di S. Andrea, alle vestigia degli albori del medioevo in alcune decorazioni dell’altare della chiesa di S. Giovenale, quindi, il periodo romanico e gotico nella splendida fioritura di affreschi, di “Scuola orvietana”, che ancora adornano le chiese dei SS. Severo e Martirio e di S. Giovenale.
Ma al di sopra di ogni possibile confronto sta il Duomo, vero e proprio scrigno d’arte che, nella sua architettura raffinata ed unica, accoglie i capolavori di sommi maestri, da Giovanni di Bonino, a Ugolino di Vieri e Viva di Lando, all’Orcagna, da Gentile da Fabriano a Beato Angelico a Luca Signorelli, ma anche Michele Sanmicheli, Antonio da Sangallo il Giovane, Simone Mosca, Raffaello da Montelupo e Ippolito Scalza.
Orvieto è una vera città d’arte nel senso che la produzione artistica e culturale è stata sempre presente, anche nei momenti di profonda crisi politica ed economica, ed è stata fonte di ispirazione per intere generazioni e di stimolo a nuove ed originali elaborazioni, dalle squisite trine e merletti di filo d’irlanda, tipici di Orvieto ad un artigianato di straordinaria qualità, fino alle innovativa produzione di ceramica del pittore Livio Orazio Valentini, che vive e lavora in Orvieto, in una bottega a due passi dal Duomo.
Nella cultura millenaria della città anche un altro stretto, solido, legame, deve essere considerato: quello di Orvieto con il vino che, al pari degli altri, non è mera tradizione, ma stimolo ad una continua ricerca, proposta innovativa che viene da lontano, come ricordano gli affreschi delle tombe etrusche di Settecamini o i tralci di vite che adornano i bassorilievi della facciata del Duomo.

 
 
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