 Mura poligonali
 Porta Romana |
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La città è posta su un colle calcareo a m. 406 s. l m. immediatamente a sinistra del Tevere. Fondata dagli Umbri nel 1134 a.C. ( secondo Catone citato da Plinio) è cinta da mura poligonali formate da massi calcarei giustapposti senza malta.
La prima lezione del nome fu Amer scritto da destra verso sinistra di origine umbra e sembra derivare dal mitico re Ameroe fondatore della Città. Dai Romani fu chiamata Ameria; così Cicerone la ricorda in una famosa orazione.
Fu importante centro nodale attraversato dalla via Amerina che tagliava Veio, Nepi, Gallese, Orte, Amelia, Todi e Perugia. La via ebbe tra i suoi curatori Sabino Giulio Nepote nell'età di Adriano e Comeliano in quella di Caracalla.
Ha avuto porti fluviali sul Tevere. Uno a Seripola, sbocco del Rio Grande nel Tevere presso Orte, il secondo a valle del castello di Giove, il terzo nel territorio di Alviano e il toponimo Madonna del Porto ne ha conservato il ricordo.
Nel 338 a.C. divenne municipio romano e la Lex Jiulia del 90 a.C. sancì un Municipio fiorente e ordinato, governato da Decurioni, cento Senatori e centurie. Liutprando occupò la città nel 739 d.C. e alla fine dell'800 fu iscritta nella donazione di Carlo Magno al Patrimonio di Pietro. |
Nel Medioevo subì invasioni e si costituì libero Comune con leggi che si rifacevano alle consuetudini locali e alle leggi romane.
Sul finire del gennaio 1240 Federico Il' assediò, occupò e devastò Amelia. Con Todi e Foligno rappresentò la parte Ghibellina in Umbria.
Successivamente la storia della città è legata a quella dello Stato Pontificio. In Amelia si ricordano famiglie nobili che hanno espresso personaggi di valenza storica.
Tra questi Alessandro Geraldini (1455-1524) sostenitore del progetto di Cristoforo Colombo che affermava l'esistenza dì terre ricche al di là dell'Atlantico. Mons. Geraldini fu il primo Vescovo residenziale di America.
Inoltre Pier Matteo Lauri di Manfredi, noto pittore che lavorò con il Perugino ed Antoniazzo Romano e Filippino Lippi, autore tra l'altro dell'Annunciazione Gardner e della Madonna di Berlino.
Nel 1780 fu edificato il Teatro ad operina per volontà di alcuni nobili amerini su progetto di Stefano Cansacchi e Gianantonio Selva che realizzò la Fenice di Venezia dieci anni più tardi.
Il 21 settembre 1860 il Generale Brignone a capo delle truppe piemontesi occupò Amelia e la città fu annessa al Regno d'Italia.
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